L’interventistica è una branca relativamente innovativa della radiologia in cui vengono utilizzate le immagini per guidare procedure diagnostiche o terapeutiche all’interno del corpo del paziente, utilizzando strumenti molto piccoli e sottili e generalmente senza necessità di ricovero o anestesia generale. Le procedure interventistiche possono essere eseguite in tutte le regioni corporee, a seconda delle necessità. L’ecografia è ideale per guidare questo tipo di procedure perché consente di monitorare il percorso degli strumenti in tempo reale durante le procedure, ma possono essere utilizzate anche altre metodiche come la tomografia computerizzata.
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Lavaggio ecoguidato delle calcificazioni della spalla: le calcificazioni della spalla (tecnicamente definite ‘tendinopatia calcifica della cuffia dei rotatori’, ma anche più comunemente chiamate ‘periartrite calcifica’ o solo ‘periartrite’) sono depositi di varie sostanze, incluso il calcio, che si accumulano all’interno di alcuni tendini. Benché le calcificazioni possano trovarsi in quasi tutte le regioni corporee, i tendini della spalla sono certamente i più colpiti. Questa patologia è più frequente nelle donne prima della menopausa rispetto a tutti gli altri soggetti e può generare una sintomatologia estremamente variabile: da un dolore leggero durante la notte, esso può raggiungere intensità molto elevate e non essere responsivo ad alcun farmaco antidolorifico. Tra i vari trattamenti possibili, il ‘lavaggio ecoguidato’ è certamente quello che attualmente viene considerato il primo approccio terapeutico. Esso si svolge in ambulatorio senza necessità di ricovero o di anestesia spinale o generale. Dopo aver iniettato una piccola quantità di anestetico nella cute, nel sottocute e attorno alla calcificazione, sotto monitoraggio ecografico vengono inseriti nella calcificazione da trattare uno o più aghi. Sempre sotto monitoraggio, viene iniettata della semplice soluzione fisiologica tiepida che è in grado di disgregare la calcificazione, che può quindi essere aspirata all’esterno del tendine. Al termine della procedura, viene iniettato un farmaco a base di cortisone superficialmente alle strutture della spalla per prevenire l’infiammazione. Il trattamento non è doloroso, ha una durata di circa 20 minuti e come entità è paragonabile al trattamento di una carie dal dentista.

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Infiltrazioni o aspirazioni ecoguidate di articolazioni e tendini: tendini ed articolazioni sono strutture superficiali, che possono essere visualizzati agevolmente utilizzando l’ecografia. Pertanto, essa può essere utilizzata per guidare procedure interventistiche. Per trattare il dolore di origine articolare o tendinea, è possibile utilizzare diverse sostanze da iniettare in sede articolare o tendinea. L’acido ialuronico è comunemente utilizzato come ‘lubrificante’ dello spazio articolare o dello scivolamento tendineo, con anche alcune proprietà antinfiammatorie. Nelle articolazioni, esso viene normalmente utilizzato in cicli di due o tre iniezioni distanziate di circa 15 giorni l’una dall’altra, per ottenere un effetto duraturo nel tempo. La guida ecografica è l’unico metodo che consente di essere sicuri di iniettare la sostanza nella sede desiderata. In casi di infiammazione, è possibile utilizzare farmaci a base di cortisone, che iniettati localmente evitano per lo più gli effetti del cortisone somministrato per bocca. La guida ecografica inoltre consente di iniettare il farmaco esattamente nella sede desiderata, massimizzando l’effetto ed evitando possibili effetti dannosi. Il plasma ricco di piastrine (PRP) prevede il prelievo di una piccola quantità di sangue dal paziente. Esso viene trattato per prelevarne le piastrine, che contengono quelle sostanze (‘fattori di crescita’) che, iniettate nuovamente nelle articolazioni o nei tendini, stimolano la rigenerazione dei tessuti. In alcuni casi, infine, è possibile eseguire l’aspirazione di liquido all’interno delle articolazioni per ricercare la presenza di eventuali infezioni.

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Infiltrazioni TC-guidate della colonna vertebrale: la colonna vertebrale può essere sede di dolore cronico particolarmente invalidante. Vista la complessità di questa regione anatomica, ci sono molte strutture che possono essere colpite da patologia, per lo più degenerativa. I dischi fibrosi localizzati tra una vertebra e l’altra tendono a disidratarsi con l’età e possono deformarsi creando delle protuberanze che vengono chiamate ‘ernie’, che a loro volta possono andare a comprimere i nervi che fuoriescono dal midollo spinale. Queste compressioni possono quindi generare scosse molto dolorose che spesso si irradiano fino alle gambe. Inoltre, posteriormente alla colonna vertebrale, ci sono numerose piccole articolazioni molto simile a quelle che troviamo nel resto del corpo, che possono degenerare e creare dolore. Utilizzando le immagini come guida (ecografia o tomografia computerizzata), è possibile iniettare farmaci antinfiammatori nella regione colpita da patologia al fine di ridurre il dolore.
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Biopsie e agoaspirati: quando si individua una lesione in qualsiasi parte del corpo, a volte le immagini non sono sufficienti per arrivare ad una diagnosi definitiva. E’ quindi necessario dare un nome preciso andando a prelevare un frammento di tessuto della lesione stessa utilizzando una procedura che viene detta biopsia o agoaspirato. Essa consiste nell’introdurre un ago molto sottile all’interno della lesione utilizzando le immagini come guida. Questo approccio consente di vedere con precisione il percorso dell’ago nel corpo del paziente, andando a mirare in maniera esatta la lesione ed evitando le strutture circostanti come vene e nervi. A seconda dello strumento utilizzato, si possono prelevare solo alcune cellule (nel caso dell’agoaspirato) o dei piccoli frammenti di tessuto (biopsia), che verranno poi analizzati dal patologo per una diagnosi definitiva.